Edgar Morin, Insegnare a vivere

 

Se qualcuno mi chiedesse qual sia uno dei motivi che mi ha spinto a sperimentare una nuova didattica, risponderei con il titolo del saggio: “Insegnare a vivere- Manifesto per cambiare l’educazione” di Edgar Morin. Il libro propone un radicale superamento dell’attuale sistema scolastico. Vivere è un’avventura, afferma Morin, e la scuola insegna alcune conoscenze, ma non la natura di esse.

Due, in particolare, sono i quesiti che Morin pone come filo conduttore del suo messaggio: quale pianeta lasceremo ai nostri figli? E a quali figli lasceremo il mondo?

Ci affida la responsabilità dell’insegnamento educativo che fin d’ora dovremmo attivare.

Il compito dell’educazione non è semplicemente spiegare, in termini concettuali, ma offrire una comprensione umana che richiede apertura verso l’altro. È da questo riconoscimento empatico dell’Altro che possono sorgere strumenti efficaci per affrontare le incertezze della vita.

Solo così possiamo sperare di resistere alla barbarie, non tanto a quella che viene da fuori, ma a quella che abita le nostre case e le nostre strade, a quella che portiamo in noi, pronta a riemergere in qualsiasi momento.

La scuola è un’occasione irripetibile per insegnare a vivere, per sperimentare, per sbagliare e comprendere l’altro, prima di essere catapultati nel mondo.

Il metodo cooperativo, ci permette di guardarci in faccia, dialogare, discutere, criticare e sperimentare diverse abilità sociali.

Come afferma Edgar Morin, l’insegnante non deve più distribuire come priorità’ il sapere agli allievi, ma deve correggere, commentare, diventando una sorta di direttore d’orchestra, in un dialogo continuo.

Franca Guerra

 

 

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